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RITORNO A QUINTODECIMO

Partirono all’ alba insieme dalla città, con altre centinaia di auto che si lanciavano verso una breve vacanza di fine settimana. Dopo una mezzoretta lasciarono il caos del raccordo ed infilarono la Salaria su per i monti, poi le curve spaventose dopo Trisungo, giravolte interminabili: ” Dove mi porti ? ” disse Lucia. ” In un paese bello come un presepe” . rise Antonio. Parcheggiarono nella piazzetta quasi deserta, dopo il vecchio ponte che si affacciava su Santa Maria delle Piane, davanti una vecchia osteria con un tavolo all’aperto dove dei vecchi giocavano a carte. Alcune donne parlottavano all’ombra di una viuzza. Fuori dall’uscio erano appese le variopinte ed arrugginite reclamè dei gelati e delle bibite. Chiusero la macchina e s’incamminarono attraverso le vie del paese. Tanti scalini, tante viuzze che s’intersecavano portando a decine di usci caratteristici. ” Ti sei portata le scarpe da ginnastica ? ” L’avvertì Antonio. Davanti a una casetta due vecchietti intrecciavano cesti di vimini. Avevano notato subito la giovane forestiera ed al loro passaggio salutarono all’unisono : ” Buongiorno ! ” ” Buongiorno ” risposero i due giovani. Incontrarono più avanti una donna con una cesta portata sulla testa con la ” roccia” arrotolata. Appena li vide si fermò e poggiò la cesta su uno scalino con un sospiro : ” Buongiorno ! Bella giornata, eh ? ” ” Speriamo che non piova ! ” esclamò Lucia osservando di sfuggita alcuni cirri alti nel cielo e le proprie scarpe con i tacchi alti. ” Deve piove, deve piove. A primavera pè la campagna ce vo lu piove ! ” Antonio e Lucia tirarono dritti, ammiccando e ridendo. Fecero quasi di corsa la salita sfiorando sul lato la Chiesa del SS Crocifisso. Finalmente arrivarono nella casa natale di Antonio. La sorella e la mamma erano impegnate nelle pulizie pasquali . Appena Antonio varcò la soglia la madre esclamò : ” Per la Palma Benedetta la casa deve essere netta ! ” Gettò le braccia sul collo del figlio e lo baciò, lo stesso fece la sorella mentre osservavano attentamente Lucia dalla testa alle scarpette con i tacchi. Il padre Biagio era seduto a tavola e stappò subito una bottiglia di pecorino spumeggiante mettendo cinque bicchieri sul tavolo senza ascoltare il cicaleccio delle donne e le parole del figlio. ” Venite a beve questo nettare di Dio, lasciate perde le chiacchiere ! ” disse. ” Papà ti presento Lucia , la mia fidanzata ” disse Antonio. Biagio faceva finta di essere impegnato a versare il vino negli spigolosi bicchieri sfaccettati alzando appena lo sguardo verso la giovane cittadina. ” Bene ! ” disse : ” speriamo sia una brava ragazza”. I due poveri vecchi erano confusi, frastornati e perplessi dalla prospettiva che il loro Antonio sposasse questa raffinata ragazza di città. Nelle ore successive quasi cessarono di parlare e quando tentarono di rispondere a qualche domanda lo fecero a monosillabi . Si vedeva che adesso erano più intenti a pensare, che esprimere i loro sentimenti. ” Voglio proprio vedè se chesta quest’ autunno è capace d’ aiutacce nella raccolta delle castagne ? ” disse Biagio quasi sussurrando alla moglie. ” Ma guarda m’può quiste a che pensa ! ” rispose Pasquina scocciata. Poi pian, piano osservando l’allegria e l’affinità dei due giovani, i loro discorsi semplici e schietti, l’ apprensione si stemperò e le rughe dei volti di Biagio e Pasquina si distesero. La sera parteciparono alle ” Madonnelle ” , manifestazione che fa rivivere Passione, Morte e Resurrezione di Cristo, che orgogliosamente è ancora viva in questo splendido paesino d’arenaria. Partirono con gli altri dalla chiesa del SS Crocifisso dietro l’immagine della Madonna Addolorata e fecero tutte le soste con i commenti, le preghiere in ogni stazione fino alla chiesa di Santa Maria delle Piane. Intanto tutto il paese aveva osservato i comportamenti educati e composti di Lucia sempre vicina alla futura suocera e la successiva Domenica delle Palme tutti vollero conoscerla e salutarla in chiesa. La sera del commiato Pasqualina consegnò una cesta alla futura nuora. Dentro c’era ogni ben di Dio, compreso le pizze con le uova, i salami ed i piconi. ” Grazie ” disse Lucia : ” li mangeremo a Pasqua a casa dei miei “. E corsero per gli scalini verso l’automobile. ” Sono molto simpatici i tuoi ! ” Disse Lucia : ” tuo padre poi è così cauto e perspicace, sembra modesto, di poche parole ma nello stesso tempo mi ha studiato a fondo. Mi sono sentita sempre sotto esame. ” Questo non è niente, vedrai quest’ autunno quando ti metterà alla prova nella raccolta dei marroni ” rispose Antonio. Arrivarono all’automobile tutti e due scarmigliati, Lucia era zoppicante e con un tacco della scarpa rotto, perduto tra gli scalini dei fienili. Salirono in auto tra risa e baci e partirono per Roma.

Vittorio Camacci

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