IL PAESE DEI CIECHI

Conosco il mio paese come nessuno,

ogni particolare edilizio, ogni pianta, ogni cespuglio, ogni fiore,

anche i fili d’ erba dei giardini.

In un paese di ciechi, chi ha un solo occhio si sente un re.

Mentre tutti si ostinano solo a prendere ed a depredare,

chi è nobile d’ animo cerca la strada del dono e del donarsi.

Si muore veramente se non protestiamo per il pane che ci è stato tolto dalla bocca.

Perché abbiamo una luce dentro gli occhi

che non si accende mai quando siamo vivi ?

I paesi si salvano con gli occhi

guardandoli come una bella donna.

I paesi si rialzano con il cuore

amandoli come una giovane sposa.

Bisogna accogliere i turisti, coltivare la terra, allevare animali domestici,

curare gli anziani, educare i bambini.

I paesi non li possono salvare quelli seduti dietro le scrivanie

attaccati alle loro comode poltrone

quelli che stanno lontano, quelli che ci hanno tradito per soldi.

Non aspettatevi niente da nessuno,

percorrete gli antichi sentieri dove aleggiano i vostri avi

fantasmi allegri, spensierati e bricconi,

trovatevi uno scalino ancora intatto in un angolo del vostro paese

e riposatevi in faccia al sole.

Se c’ è qualche vecchio che vi parla, ascoltatelo,

fatevi raccontare la sua vita, date attenzione  a chi e solo

i vecchi vogliono essere aiutati.

State il più possibile all’ aria aperta in quest’ autunno così bello

in cui la luce sembra impazzita, tornate a casa al tramonto

chiudendo con il ” fiocco ” rosso dell’ orizzonte la vostra giornata.

Le prime foglie cadono, con i falsi miti,

non abbiamo bisogno di politica ed economia.

Ci vogliono: la poesia, la gentilezza, il respiro della vita,

il poco avere, il silenzio del bosco. le carezze del vento,

le piazzette gioiose, le fontanelle gorgoglianti, il profumo dei fiori.

Per stare bene ci vuole passione senza fine.

Abbiamo bisogno di contadini, di massaie che sanno fare il pane.

Vogliamo persone che amano gli alberi, che sanno riconoscere il vento.

Facciamo di ogni fatica una fortuna,

lottiamo con gioia fino a rimanere senza fiato,

diamo attenzione a chi cade, a chi nasce, ai ragazzi che crescono.

Chiniamoci verso i mendicanti

non cediamo la strada agli arroganti.

Questo non è un paese per ciechi.

Cieco e solo chi non vuol vedere.

                                                          Vittorio Camacci

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