Oltre la siepe di ginepro

Un giorno ero nel bosco a cercar funghi quando al limite di una radura mi imbattei in una lunga ed alta siepe di ginepro che costeggiava una parete rocciosa a ridosso di un grande altipiano. Ero più volte stato in quel posto e non ricordavo quella siepe quando ad un tratto vidi qualcosa di velocissimo che mi passò davanti e s’infilò in un buco nella siepe. Pensai subito che si trattasse di un animaletto : una volpe, una faina, un topo ma poi mi accorsi che quell’essere aveva lasciato una scia colorata, come quella degli aerei, che profumava di funghi. Incuriosito mi avvicinai ma la siepe era fittissima ed il buco era troppo piccolo per un essere umano. Così presi la roncola che avevo alla cintola e con dei colpi secchi cominciai ad allargare il buco. All’ improvviso sentii come un odore nauseante di marciume e persi i sensi. Quando mi svegliai ero sdraiato su un tappeto di muschio umido e senza muovermi girai lo sguardo verso il buco nella siepe. Fu allora che vidi due esseri piccolissimi che somigliavano incredibilmente ai troll delle favole datosi che avevano orecchie lunghe con grandi orecchini tondi e facevano degli strani movimenti rotatori articolando cantilene con una strana lingua che non conoscevo, per descriverli meglio direi che erano alti due pollici con due cappellini grossi come ditali, le scarpe fatte di foglie, grassottelli e con la barba bianca. Tutti e due avevano in mano un grosso soffietto, mi guardarono e soffiarono verso di me del fumo colorato. Fu allora che udii una vocina sottile come un ruscello che mi diceva : ” Non provare mai più ad attraversare questa siepe perché essa conduce nel mondo dei Mazzamurelli. Voi umani desiderate sempre diventare grandi artisti per guadagnare denaro, acquisire potere e conquistare belle donne, comunque se tu non ci disturberai più noi esaudiremo una tua richiesta. Dicci quello che vuoi e sarà realtà ? Mi venne da ridere quale stupido sogno stavo vivendo, poi ci pensai su un bel po’ e mi domandai che cosa mi mancasse davvero e risposi : ” ho tutto quello che mi serve ma vorrei che voi due mi foste amici “. Un’altra nuvola di fumo mi colpì al volto e stavolta mi svegliai sopra l’altipiano, in mezzo ad un verde prato pieno di fiori profumati, con la convinzione di aver vissuto soltanto un lungo sogno in un giorno di fine estate.

        Vittorio Camacci.

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