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L’ ipocrisia del TERREMOTATO”

Cristiano si sveglia nella sua SAE al caldo, quando va tutto bene cioè quando la caldaia funziona, si guarda intorno e vede quello che la maggior parte degli abitanti del villaggio di casette vede: muri di cartongesso sistemati alla ” male e peggio”, mobili dozzinali già deteriorati, muffa da tutte le parti, rifiniture mancanti. Cristiano dopo essersi guardato attorno fa quello che normalmente tutti fanno… colazione e doccia. La colazione è composta da uno dei tanti panettoni che gli è stato donato da associazioni caritatevoli a Natale mentre per fare la doccia basta aprire il rubinetto dell’acqua calda e per Cristiano questo normale gesto di routine è ormai un’odissea perché per la metà delle volte l’acqua non esce oppure è fredda perché la caldaia non funziona. Da questo Cristiano ha capito che qui non c’è più dignità… qui per le persone è tutto più complicato, tutto è più difficile. Quando si fa sera le luci delle casette si spengono e le comunità smettono di esistere: paesi dormitorio con vista sulle macerie. La paura di scomparire si fa realtà ogni giorno di più. Eppure Cristiano sorride, esce di casa, gira tra le rovine e quello che resta del suo paese. Cristiano è anche andato alla Festa dell’ Anziano, il giorno dell’Epifania, dove ha ricevuto il suo bell’assegnetto di 100 euro e la sua strenna piena di bontà mangerecce. C’era un po’ tutta la comunità arquatana, tutti sorridevano, tutti sembravano felici, qualcuno sfacciatamente si è preso un prosciutto in più, approfittando della confusione e forse come sempre della complicità di qualcuno. Tutti, come sempre hanno fatto finta di niente… tanto era tutto gratis! Tutto era offerto da associazioni di volontari, basta ringraziare, infilare tutto in auto ed avviare il motore. ” Le feste finiscono sempre così da quando è arrivato stò maledetto terremoto” , mi dice Cristiano tornando verso casa. ” Ognuno prende tutto quello che può … prende e basta ! ” Io gli rispondo che ha ragione ma tutto questo è come darsi la ” zappa sul piede ” perché quando il ” dito indica la luna… gli sciocchi guardano il dito “. ” Vedi Cristiano ” gli dico : ” Qui tutti sono impegnati ad accaparrare quel poco che gli viene messo davanti e non hanno invece capito che molti paesi non potranno essere ricostruiti dove erano perché da tutti i rilievi effettuati è stato accertato che questi caratteristici paesi poggiavano sostanzialmente su poco o nulla, sotto le case non c’era né pietra, né roccia ma solo depositi detritici, terriccio franoso e limo sabbioso. I tecnici sanno bene che in queste condizioni è inutile ricostruire nello stesso posto anche se ci fossero la voglia ed i soldi per farlo. Come somiglia la futura condizione dei nostri ex-paesi alla stessa condizione del terremotato modello, ipocrita ed inconsapevole, che prende l’uovo oggi pur sapendo che non avrà la gallina domani … e neanche un domani perché pensa solo a se stesso scordando che ogni uomo non è un’isola”.

Vittorio Camacci

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