I racconti delle pietre

di Vittorio Camacci

Che sia nato un nuovo genere letterario?…. Proprio qui tra cumuli di macerie e polvere?….Chi è Vittorio Camacci?.
La poesia estemporanea, già radicata nel tessuto sociale come pratica sarcastica e fantasiosa, è sfociata nella musica da tempo negli stornelli dei suonatori di Organetto ed Armonica.

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Articoli:

RUBACAVALLI ‘I SPELUNGA’

Ciuccuritte a Santa GemmaBallatori a li PretareCalze mozze a PiedilamaPoche case alla CammartinaA lu Burghe li ’mbriacheIn Arquata ’i scellerateScrozzacastagne 'i TrisungàRiccingule 'i FaetàMagnapere 'i Collacchia'Zampe storte 'i VezzanesiForicavicchia 'i...

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 LA VOLPE MANDATA DA DIO

" Est modus in rebus, sunt certi denique fines, quos ultra citraque consistere rectum" Non so quando abbia cominciato davvero, forse senza accorgermene. Non in un giorno preciso, non davanti a una bandiera o a un altare, ma restando qui, mentre intorno tutto suggeriva...

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IL DIAVOLO E IL CARBONAIO DI PITO

C'era una volta un carbonaio di nome Pietro, detto Pietrone per la sua stazza imponente e la fuliggine che gli anneriva sempre il volto. Viveva a Pito di Acquasanta Terme, tra i boschi, dove allestiva carbonaie per guadagnarsi il pane. Ma i tempi erano duri, la legna...

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KANO ALBUS

Prima che l’altopiano avesse un nome e prima che le valli fossero divise da confini, la grande piana sotto i Sibillini era solo vento, erba e silenzio. D’estate fioriva come una promessa, d’inverno diventava una prova. Le tribù celtiche del Nera salivano fin lassù...

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IL MAIALE

Quando si faceva il maiale a Spelonga l’inverno era già padrone. La neve chiudeva le strade, il paese si rannicchiava e la fame stava dietro l’angolo. Io ero un bambino e certe mattine mi svegliavo con l’odore forte della carne appena lavorata che mi entrava nel naso...

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COME UN FUOCO BASSO

Ho amato la Laga come si ama una terra che non perdona.Non l’ho mai confusa con un rifugio né con una carezza. Qui si è sempre vissuto di schiena al mondo, con le mani spaccate e lo sguardo diritto. La Laga non educa alla speranza facile, ma alla resistenza. Non...

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IL LEBBROSO DI SALMACINA

L’inverno del 1317, passato alla storia come l’anno senza pane, aveva lasciato cicatrici profonde su tutta l’Italia centrale. Le piogge incessanti avevano distrutto gran parte dei raccolti, il prezzo del grano era quadruplicato, lungo la Via Salaria pellegrini,...

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MENTRE FUORI NEVICA

Fuori nevicava, ormai, da tre giorni ed Egidio se ne stava sdraiato sulla sedia a dondolo davanti al camino acceso della cucina. Le fiamme del fuoco erano l'unica fonte sfavillante che illuminava flebilmente tutta la stanza. Il gatto era raggomitolato ai suoi piedi e...

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DIN DON DAN

Scrivo, come sempre, dal Cratere, dove le Feste sono diventate  un optional, come gli airbag nelle utilitarie degli anni ’90. Qui le campane non suonano più: sono finite sotto qualche appalto o forse suonano ma non le sente nessuno, troppo impegnato a fare i...

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LA MESSA DI MEZZANOTTE

Era la notte di Natale, alla fine degli anni Sessanta, il piccolo borgo di Spelonga era avvolto in un silenzio ovattato dalla neve caduta durante tutta la giornata. Le case, strette l'una all'altra, sembravano custodire il calore delle famiglie radunate per il cenone,...

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